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Una frase al giorno...
Il grand'uomo ha due cuori:
l'uno sanguina,l'altro sopporta

-Kahlil Gibran


________________
DISCLAIMER
________________

IL PROVERBIO DEL MESE:

DICEMBRE

"Dicembre gelato

non va disprezzato"

NOVEMBRE

"Novembre va in montangna

e abbacchia la castagna"

OTTOBRE

"Ottobre piovoso,

campo prosperoso."

SETTEMBRE

"Aria settembrina fresco la sera

e fresco la mattina."

AGOSTO

"La prima pioggia di agosto

rinfresca il bosco"

LUGLIO
"Luglio soleggiato, vino a

buon mercato"

GIUGNO

"Giugno la falce in pugno"

MAGGIO

"Chi pota di maggio e zappa di agosto

non raccoglie né pane né mosto"
APRILE
"Aprile carciofaio,maggio cilegiaio"

MARZO

"Chi nel marzo non pota la sua vigna,

perde la vendemmia" 

FEBBRAIO

"Non c'è carnevale senza

luna di Febbraio"

GENNAIO

"Gennaio rigoroso anno felice"

UN FRUTTO AL MESE:

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

 

SETTEMBRE

AGOSTO

LUGLIO

GIUGNO

MAGGIO

APRILE

MARZO

FEBBRAIO

GENNAIO

UN FIORE AL MESE:

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

SETTEMBRE

AGOSTO

LUGLIO

GIUGNO

MAGGIO

APRILE


MARZO

 

FEBBRAIO


GENNAIO

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

SETTEMBRE

AGOSTO

 

LUGLIO

 

 

 

 

 

 

GIUGNO

MAGGIO

APRILE

MARZO

CULTURA
La voce dei poeti...Vittorio Sereni
1 settembre 2015
SETTEMBRE
Già l'òlea fragrante nei giardini
d'amarezza ci punge:il lago un poco
si ritira da noi,scopre una spiaggia
d'aride cose,
di remi infranti, di reti strappate.
E il vento che illumina le vigne
già volge ai giorni fermi queste plaghe
da una dubbiosa brulicante estate.

Nella morte già certa

cammineremo con più coraggio,
andremo a lento guado coi cani
nell'onda che rotola minuta.
-V. Sereni-
CULTURA
LA VOCE DEI POETI...G.UNGARETTI
11 gennaio 2015

Agglutinati all'oggi 
I giorni del passato 
E gli altri che verranno.

 

Per anni e lungo secoli 
Ogni mattino sorpresa 
Nel sapere che ancora siamo in vita, 
Che scorre sempre come sempre il vivere, 
Dono e pena inattesi 
Nel turbinio continuo 
Dei vani mutamenti.

 

Tale per nostra sorte 
Il viaggio che proseguo, 
In un battibaleno 
Esumando, inventando 
Da capo a fondo il tempo, 
Profugo come gli altri 
Che furono, che sono, che saranno.

-G.Ungaretti,”Il taccuino del vecchio”-

CULTURA
La voce dei poeti...Alfonso Gatto
2 novembre 2014


Un fiore a Asolo

Questi fiori pungenti che la brina
di novembre inghirlanda sopra i morti
e Asolo, il silenzio che avvicina
il ricordo del sole, noi assorti
in quel nulla dolente che l'amore
lascia negli occhi.
''Qui riposa Manàra, prendo un fiore
dalla sua tomba'', e nel guardarmi tocchi
il cespo di vetrato che si spezza.
''Ero il suo bel paggetto'' tu mi dici
''mi chiamava così...'' Passa la brezza
delle memorie, passano gli amici
a dirti, amore, che non c'è dolcezza
più triste e più vogliosa dei tuoi occhi.

-A.Gatto-

CULTURA
La voce dei poeti...Diego Valeri
29 dicembre 2013
Io credo all'uccellino batticoda: 
che ci porti il buon anno. 
Scorre liscio su l'umido tappeto 
di bruni muschi, alla soglia del mare, 
sosta un tratto a beccare, e poi di nuovo 
scivola via come una spola, vola, 
sparisce in cielo. Neppur ci ha guardati. 
Ma è bello, affusolato, grigio e bianco, 
porta, certo, il buon anno. 
(D.Valeri, "Poesie", 1962)
CULTURA
La voce dei poeti :Giuseppe Ungaretti
7 luglio 2013
DI LUGLIO
Quando su ci si butta lei,
Si fa d'un triste colore di rosa
Il bel fogliame.

Strugge forre, beve fiumi, 
Macina scogli, splende,
È furia che s'ostina, è l'implacabile,
Sparge spazio, acceca mete,
È l'estate e nei secoli
Con i suoi occhi calcinanti
Va della terra spogliando lo scheletro.
-G. Ungaretti
CULTURA
La voce dei poeti...Guido Gozzano
21 marzo 2013

Pasqua

A festoni la grigia parietaria
come una bimba gracile s'affaccia
ai muri della casa centenaria.

Il ciel di pioggia è tutto una minaccia
sul bosco triste, ché lo intrica il rovo
spietatamente, con tenaci braccia.

Quand'ecco dai pollai sereno e nuovo
il richiamo di Pasqua empie la terra
con l'antica pia favola dell'ovo.

Guido Gozzano

CULTURA
Per San Valentino regalate una poesia
13 febbraio 2013

Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s'affonda nell'acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà.
Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell'arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.

-Nazim Hikmet –

CULTURA
La voce dei poeti...Emily Dickinson
1 novembre 2012


Il Giorno diventò piccolo, circondato tutto 
Dalla precoce, incombente Notte - 
Il Pomeriggio in Sera profonda 
La sua Gialla brevità distillò - 
I Venti smorzarono i loro passi marziali 
Le Foglie ottennero tregua - 
Novembre appese il suo Cappello di Granito 
A un chiodo di Felpa -

- E.Dickinson-

CULTURA
La voce dei poeti: "E' una tremula pioggia"
2 settembre 2012

E' una tremula pioggia
di fogliuzze farfalle dorate:
è il pianto luminoso che Settembre
piange dal cuore della grande acacia.
Come sanno morire in dolcezza
le fogliuzze farfalle,
come lievi si posano
e si confondono al suolo!
Hanno vissuto una splendida estate,
muiono nella luce beata
dell'estate che muore.

-D.Valeri-


CULTURA
La voce dei poeti:Salvatore Quasimodo
10 giugno 2012

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
(S.Quasimodo)
CULTURA
La voce dei poeti...Juan Ramon Jimenez
4 maggio 2012
(G.F.Harris)

Non cercar più perle, anima
nell'ammasso di ieri, nei rifiuti.
La primavera del futuro
è tutta per te con foglie nuove.

-Juan Ramon Jimenez-

CULTURA
La voce dei poeti... I giorni son sempre più brevi
13 febbraio 2012
I giorni son sempre più brevi
le piogge cominceranno.
La mia porta, spalancata, ti ha atteso.
Perché hai tardato tanto?

Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane.
Il vino che avevo conservato nella brocca
l'ho bevuto a metà, da solo, aspettando.
Perché hai tardato tanto?

Ma ecco sui rami, maturi, profondi
dei frutti carichi di miele.
Stavano per cadere senz'essere colti
se tu avessi tardato ancora un poco.
-Nazim Hikmet-


CULTURA
La voce dei poeti: La Befana
4 gennaio 2012

Discesi dal lettino
son là presso il camino,
grandi occhi estasiati,
i bimbi affaccendati
a metter la scarpetta
che invita la Vecchietta
a portar chicche e doni
per tutti i bimbi buoni.

Ognun, chiudendogli occhi,
sogna dolci e balocchi;
e Dori, il più piccino,
accosta il suo visino
alla grande vetrata,
per veder la sfilata
dei Magi, su nel cielo,
nella notte di gelo.
Quelli passano intanto
nel lor gemmato manto,
e li guida una stella
nel cielo, la più bella.
Che visione incantata
nella notte stellata!
E la vedono i bimbi,
come vedono i nimbi
degli angeli festanti
ne' lor candidi ammanti.
Bambini! Gioia e vita
son la vision sentita 
nel loro piccolo cuore
ignaro del dolore.

-Guido Gozzano-

 

 

 

CULTURA
La voce dei poeti: Il desiderio di ricchezza del sottoproletariato romano di Pier Paolo Pasolini
2 novembre 2011

Li osservo, questi uomini, educati

ad altra vita che la mia: frutti

d'una storia tanto diversa, e ritrovati,

quasi fratelli, qui, nell'ultima forma

storica di Roma. Li osservo: in tutti

c'è come l'aria d'un buttero che dorma

armato di coltello: nei loro succhi

vitali, è disteso un tenebrore intenso,

la papale itterizia del Belli,

non porpora, ma spento peperino,

bilioso cotto. La biancheria, sotto,

fine e sporca; nell'occhio, l'ironia

che trapela il suo umido, rosso,

indecente bruciore. La sera li espone

quasi in romitori, in riserve

fatte di vicoli, muretti, androni

e finestrelle perse nel silenzio.

È certo la prima delle loro passioni

il desiderio di ricchezza: sordido

come le loro membra non lavate,

nascosto, e insieme scoperto,

privo di ogni pudore: come senza pudore

è il rapace che svolazza pregustando

chiotto il boccone, o il lupo, o il ragno;

essi bramano i soldi come zingari,

mercenari, puttane: si lagnano

se non ce n'hanno, usano lusinghe

abbiette per ottenerli, si gloriano

plautinamente se ne hanno le saccocce

piene.

Se lavorano - lavoro di mafiosi

macellari,

ferini lucidatori, invertiti commessi,

tranvieri incarogniti, tisici ambulanti,

manovali buoni come cani - avviene

che abbiano ugualmente un'aria di ladri:

troppa avita furberia in quelle vene...

 

Sono usciti dal ventre delle loro madri

a ritrovarsi in marciapiedi o in prati

preistorici, e iscritti in un'anagrafe

che da ogni storia li vuole ignorati...

Il loro desiderio di ricchezza

è, così, banditesco, aristocratico.

Simile al mio. Ognuno pensa a sé,

a vincere l'angosciosa scommessa,

a dirsi: "È fatta," con un ghigno di re...

La nostra speranza è ugualmente

ossessa:

estetizzante, in me, in essi anarchica.

Al raffinato e al sottoproletariato spetta

la stessa ordinazione gerarchica

dei sentimenti: entrambi fuori dalla

storia,

in un mondo che non ha altri varchi

che verso il sesso e il cuore,

altra profondità che nei sensi.

In cui la gioia è gioia, il dolore dolore.

-Pier Paolo Pasolini-


CULTURA
La voce dei poeti:Lucìa Rivadeneyra
10 ottobre 2011

Solidarietà

Mi sono affezionata all'attaccapanni
perché riceve con umiltà
la tua giacca, la tua camicia, i tuoi pantaloni.

È il mio complice più fedele
perché bada con zelo ai tuoi abiti quando mi ami.
Non ti dice che li accarezzo mentre dormi
né che alle loro asole abbottono i miei sogni.

L'attaccapanni soffre con me
se stacchi i tuoi indumenti per andartene
a camminare senza grinze per le strade. 

 




CULTURA
La voce dei poeti: I versi di Manolis Anaghnostakis
19 giugno 2011

-V.Belenkin-

Ogni mattina
Cancelliamo i sogni
Con cautela costruiamo i discorsi
Le nostre vesti sono un nido di ferro
Ogni mattina
Salutiamo gli amici di ieri
Le notti si dilatano come fisarmoniche
– Suoni, rimpianti, baci perduti.
(Insignificanti
Enumerazioni
– Nulla, solo parole per gli altri
Ma dove finisce la solitudine?)

-Manolis Anaghnostakis-


CULTURA
La voce dei poeti...I versi di Peppino Impastato per ricordarlo
9 maggio 2011

I miei occhi giacciono
in fondo al mare
nel cuore delle alghe
e dei coralli.
Seduto se ne stava
e silenzioso
stretto a tenaglia
tra il cielo e la terra
e gli occhi
fissi nell'abisso.

-Peppino Impastato-

CULTURA
otto marzo
8 marzo 2011


Siamo sole, Anita,

tu, nel tuo appartamentino di Hissingen

io, nella mia grande casa di Somió.

Il tè si raffredda nella sera

fra la tua solitudine e la mia.

Ed è l’8 marzo.

Ti ricordi i nostri striscioni?

Un po’ d’aria, un piccolo spazio

in questo grande mondo

un passo in avanti

un po’ più alti

e più belli…

La tregua è questa solitudine eterna.

Carmen Yáñez

CULTURA
La poesia metasemantica...
23 gennaio 2011

Il giorno ad urlapicchio

Ci son dei giorni smègi e lombidiosi
col cielo dago e un fònzero gongruto

ci son meriggi gnàlidi e budriosi
che plògidan sul mondo infragelluto,

ma oggi è un giorno a zìmpagi e zirlecchi

un giorno tutto gnacchi e timparlini,
le nuvole buzzillano, i bernecchi
ludèrchiano coi fèrnagi tra i pini;

è un giorno per le vànvere, un festicchio

un giorno carmidioso e prodigiero,
è il giorno a cantilegi, ad urlapicchio
in cui m'hai detto -t'amo per davvero-.

-Fosco Maraini-


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gennaio